lunedì 24 dicembre 2012

Tanti auguri e buona fortuna


Dies Natalis Solis Invicti, ovvero, giorno di nascita del Sole Invitto. Il culto solare ha origini lontane e remote. Nelle antiche civiltà legate ai cicli della natura i rituali di celebrazione della nascita del Sole erano solenni in corrispondenza del solstizio d'inverno. I celebranti si riunivano in santuari a mezzanotte annunciando che la Vergine aveva dato alla luce il Sole.
I pagani celebravano la festa dedicata al trionfo della luce sulle tenebre e il culto acquisì importanza già nei primi secoli anche nell'antica Roma mescolandosi ad altri culti di matrice greco-romana fino a fondersi nel cristianesimo e arrivare ai giorni nostri.
Nulla di nuovo sotto il Sole, viene da dire. Altro che fine del mondo. E' l'eterno ritorno.


Fin dalla sua comparsa l'uomo si affanna per andare non si sa bene dove alla ricerca di non si sa bene cosa e sarà così finché il Sole rimarrà al suo posto. Senza di esso non esisterebbe nulla. Forse lo spazio sarà la risposta del futuro. Mi viene in mente giusto Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, e meglio ancora Space Oddity  di David Bowie. Tanti auguri e buona fortuna.





venerdì 7 dicembre 2012

Invito al massacro, il prequel

Su Verticalismi.it è stato pubblicato Come cani bastardi, il prequel di Invito al massacro che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Davide Garota.
Un fumetto verticale. Un racconto brevissimo che però illumina alcuni punti oscuri del passato di Jano.
Ringrazio perciò Verticalismi.it per aver ospitato questa striscia, con l'auspicio che magari qualcuno che non ha letto Invito al massacro possa incuriosirsi e leggere il nostro fumetto. Sono sicuro però che chi invece l'ha letto non potrà che trovare interessanti le cose che ho pensato di raccontare in questo breve pezzo.
Bene, per il resto sono reduce dall'incontro che ho tenuto a Palermo con gli studenti della Scuola del Fumetto. Ho avuto una buonissima impressione sia della scuola che dei ragazzi a cui ho raccontato il mio percorso professionale fin qui vissuto. Mi fa ben sperare per il futuro della scena fumettistica siciliana (e non solo) la presenza di questa importante struttura per la formazione sui fumetti sull'isola. Come ho detto ai ragazzi, se avessi avuto la loro età sarei stato in mezzo a loro. Ai miei tempi mi sono dovuto arrangiare. E ho imparato quello che so sui fumetti tutto da solo. Perciò gli ho caldamente consigliato di approfittare dell'opportunità che hanno, di non sprecarla.

lunedì 3 dicembre 2012

Jano, domani a Palermo!

Ebbene si, anche Jano Malacarne andrà a Palermo, ma non domani, bensì giorno 5 Dicembre per la precisione. Un domani metaforico, euforico e ieratico quasi. Di certo evocativo. A buon intenditor...
Ad ogni modo, cosa ci andrò a fare a Palermo? Terrò un incontro alla Scuola del Fumetto di Palermo!
In particolare la mia presenza sarà rivolta agli allievi di secondo e terzo anno a cui racconterò le mie esperienze professionali nell'ambito del fumetto, dalla saggistica alla sceneggiatura con tutto quel che c'è in mezzo (tra cui le esperienze in veste di editor).
Naturalmente darò ampio spazio anche al mio ultimo lavoro, Invito al massacro, il romanzo a fumetti che ho scritto e sceneggiato per i disegni del prode Davide Garota e pubblicato da Tunué.
Ammetto che sono molto entusiasta all'idea di questo incontro. Una vera Scuola di Fumetto in Sicilia è qualcosa di fantastico!
Quella di Palermo, infatti, attiva da ben otto anni ormai, è una struttura seria dove davvero si impara il lavoro del fumettista grazie all'apporto di insegnanti che allo stesso tempo sono professionisti del settore (e non come quei sedicenti e fantomatici "fumettisti" che si trovano dietro l'angolo, che pretendono soldi e mentre non hanno pubblicato una tavola che sia una con un editore vero, cioè con una casa editrice a rischio d'impresa...).
Quando avevo l'età dei ragazzi che incontrerò non esisteva nulla di simile da queste parti e bisognava davvero imparare tutto da soli e con gran dispendio di energie e tempo, col rischio di perdersi per strada. Per il momento è tutto, perciò, era da un bel po' in effetti che non aggiornavo il blog ma sono impegnato su diversi fronti ultimamente (racconti, soggetti, editing...) e non ho avuto molto tempo per Nerdelite. Ok, arrivederci a Palermo!

martedì 20 novembre 2012

Sceneggiatore dell'Incubo




Quando ho iniziato a leggere il Dylan Dog di Tiziano Sclavi internet come lo conosciamo e usiamo oggi non esisteva ancora. Nemmeno i cellulari, per intenderci. L'informazione e l'approfondimento sui fumetti era cartacea. E ad ogni modo il creatore dell'Indagatore dell'incubo era un personaggio avvolto nel mistero. Non si lasciava fotografare. Non si lasciava intervistare. Men che meno si poteva incontrarlo alle fiere di fumetto.
Altri tempi, d'altronde io ho i capelli grigi non per nulla. Ho voluto condividere questa intervista che ho pescato su YouTube in memoria dei bei tempi. Andati. Quando si aspettava con trepidazione il prossimo numero di Dylan Dog sbirciando sulla quarta di copertina dell'albo l'anteprima del numero successivo. Vediamo... ad esempio Il mistero del Tamigi. Una creatura spettrale emerge alle spalle di Dylan Dog dalle acque scure e limacciose del Tamigi... brandendo la punta di un arpione arrugginito. L'Indagatore dell'incubo ha appena scoperto il cadavere insanguinato di una ragazza sulla sponda del fiume... un oscuro battello si scorge in lontananza tra la nebbia che avvolge la scena... Si. Erano proprio altri tempi.

sabato 17 novembre 2012

Il Trillo del Diavolo


Il Trillo del Diavolo è una sonata per violino composta dal musicista Giuseppe Tartini. Nota per essere tecnicamente molto difficile da eseguire. Inutile aggiungere che è molto bella. Certo, anche famosa perché Dylan Dog suonava un arrangiamento per clarinetto di questa sonata nelle vecchie storie di Tiziano Sclavi (oggi non so).

illustrazione di Louis Léopold Boilly
Pare che l'ispirazione per questa composizione fosse venuta a Tartini da un incubo avuto durante una notte del 1713 che lo stesso musicista ricordava in questi termini:
« Una notte sognai che avevo fatto un patto e che il diavolo era al mio servizio. Tutto mi riusciva secondo i miei desideri e le mie volontà erano sempre esaudite dal mio nuovo domestico. Immaginai di dargli il mio violino per vedere se fosse arrivato a suonarmi qualche bella aria, ma quale fu il mio stupore quando ascoltai una sonata così singolare e bella, eseguita con tanta superiorità e intelligenza che non potevo concepire nulla che le stesse al paragone. Provai tanta sorpresa, rapimento e piacere, che mi si mozzò il respiro. Fui svegliato da questa violenta sensazione e presi all'istante il mio violino, nella speranza di ritrovare una parte della musica che avevo appena ascoltato, ma invano. Il brano che composi è, in verità il migliore che abbia mai scritto, ma è talmente al di sotto di quello che m'aveva così emozionato che avrei spaccato in due il mio violino e abbandonato per sempre la musica se mi fosse stato possibile privarmi delle gioie che mi procurava. »

giovedì 15 novembre 2012

Invito al massacro su Mangaforever

Gustavo, padre di Jano Malacarne
Su Mangaforever, importante sito di informazione sui fumetti, è stata pubblicata una recensione di Invito al massacro a cura di Sergio L. Duma. 
C'è un passaggio del testo che mi ha colpito, quando afferma "La storia è ambientata in una Sicilia sospesa tra una realtà squallida e tragica e una sua percezione onirica e surreale e l’alternanza di questi due aspetti è la cifra stilistica dell’opera".
Trovo interessante ascoltare o leggere punti di vista su ciò che ho scritto e pubblicato; talvolta sono d'accordo, altre no. Altre ancora sono sorpreso. 
In questo caso sono compiaciuto il giusto poiché il recensore ha colto e comunicato alcuni punti focali della storia a cui tengo molto.
Mi incuriosisce vedere Invito al massacro recensito su un sito che si chiama Mangaforever. Io non ho letto moltissimi fumetti giapponesi, non abbastanza da definirmi un manga-fan, ecco, ma a sufficienza ritengo per farmi un'idea. Alcuni autori giapponesi li ammiro molto. Katsuhiro Otomo su tutti, di cui ho letto tutto quello di suo che hanno pubblicato in Italia (e tra gli altri autori giapponesi apprezzo anche Satoshi Kon, Yukito Kishiro, il duo Kazuo Koike e Ryoichi Ikegami e per certi versi anche Kentaro Miura e Hiroaki Samura). Magari gli appassionati di manga che leggono Mangaforever potranno incuriosirsi e leggere Invito al massacro. Come lettore prima, e come autore dopo, non amo gli steccati ma solo le buone storie.

lunedì 12 novembre 2012

Diabolik in TV


Pochi giorni fa è stato presentato il teaser trailer delle serie televisiva ispirata ai fumetti di Diabolik che andrà in onda nel 2014. Che sia la volta buona per vedere finalmente un adattamento televisivo come Dio comanda di uno dei personaggi più popolari del fumetto italiano? A giudicare dal trailer sembrerebbe di sì.
E Diabolik sin dalla sua comparsa è sempre stato all'avanguardia. Creato nel '62 dalle leggendarie Angela e Luciana Giussani con il fondamentale apporto grafico di Enzo Facciolo, Diabolik è stato il primo eroe negativo del fumetto italiano, in pratica. E anche il primo personaggio a rompere gli schemi linguistici del fumetto popolare fungendo da apripista alla felice stagione degli eroi neri (Kriminal e Satanik, su tutti). Oserei dire che probabilmente senza Diabolik  non sarebbe arrivato forse nemmeno Lo Sconosciuto di Magnus.
Ad ogni modo, il tema è un altro: perchè il fumetto italiano pur possedendo decine di personaggi popolari e protagonisti di migliaia e migliaia di ottime storie non è mai giunto sugli schermi televisivi e cinematografici con altrettanta forza narrativa ed impatto visivo? 
Fermiamoci alla santa trinità del fumetto popolare italiano, i personaggi letti e conosciuti da un pubblico vastissimo e variegato, icone dal sicuro ritorno commerciale: Tex, Diabolik e Dylan Dog. Bene. Di Tex è stato prodotto solo un lungometraggio diretto da Duccio Tessari nei lontani anni '80, Tex e il Signore degli Abissi, che nelle intenzioni originali avrebbe dovuto fungere da episodio pilota per una serie televisiva mai decollata. Sulla pellicola gravano giudizi controversi. 
Quanto a Dylan Dog, il recente film omonimo del 2010 si è rivelato una grossa delusione per tutti i lettori dell'indagatore dell'incubo: lontano anni luce dallo spirito del personaggio di Tiziano Sclavi. A dirla completa a Diabolik fu anche dedicata una pellicola negli anni '60 diretta da Mario Bava e dagli esiti altrettanto contradittori.
L'auspicio è che questa nuova serie televisiva ispirata a Diabolik possa segnare una svolta. Da non sottovalutare anche il contemporaneo lancio di una nuova serie a fumetti legata al personaggio e alla serie TV. Alla Astorina, la lungimirante casa editrice di Diabolik, insomma, pensano in grande. Bravi.

sabato 10 novembre 2012

Sul pianeta perduto

Da pochi giorni in edicola Sul pianeta perduto, l'ultimo lavoro di Paolo Bacilieri (realizzato in collaborazione con il soggettista e sceneggiatore Antonio Serra) pubblicato per la Bonelli.
Non farò una recensione perché qualcuno l'ha già fatto, e poi vorrei solo esprimere la goduria con cui ho attraversato la lettura di Sul pianeta perduto.
L'ho letto a sessioni, con entusiasmo crescente, gustandomi di volta in volta l'attesa della lettura come non mi capitava da tempo con un fumetto Bonelli.
A quanti amano la fantascienza pop avventurosa.
A quanti amano i fumetti coi disegni belli.
A quanti amano i fumetti con storie avvincenti, dialoghi brillanti e personaggi azzeccati. A quanti amano i fumetti perché sono inanzitutto divertenti e piacevoli da leggere (e poi magari per caso ti fanno pure riflettere sulla vita e sul mondo che non è male). A ognuno di loro consiglio vivamente la lettura di questo bel volumone a fumetti!
Una ventata di freschezza. Vi riconcilierà con il ragazzino che è in voi che leggeva i fumetti con voluttà sotto il banco e di nascosto dai professori (ovvero come il sottoscritto). Molti vi diranno che Sul pianeta perduto non è realistico, che non è verosimile, che non è originale. Lasciateli stare alle loro letture noiose e impegnate. Un grande plauso e un grazie invece a Antonio Serra e Paolo Bacilieri per l'eccellente lavoro svolto. Buona lettura!


giovedì 8 novembre 2012

Bram Stoker

Doodle di Google per Bram Stoker


Oggi ricorre il 165° anniversario dalla nascita di Bram Stoker, il celebre autore del romanzo Dracula.
La figura di Dracula il vampiro è radicata nell'immaginario collettivo come poche altre. Tanto che l'autore scompare letteralmente di fronte al personaggio.
Il conte Dracula in particolare è talmente celebre e famoso in tutto il mondo, per via delle centinaia di adattamenti cinematografici e non solo che a volte, considerando anche l'enorme popolarità dei vampiri, mi chiedo quanti abbiano effettivamente letto il libro di Stoker del 1897 da cui tutto ebbe inizio.
Ho letto, naturalmente, il romanzo Dracula, e anche alcuni racconti fantastici di Stoker che ammetto di aver trovato molto buoni e avvincenti. Insomma, oltre Dracula, Stoker è stato un valido scrittore e narratore che merita senz'altro di essere scoperto. Anzi, a mio parere la sua opera è una lettura fondamentale per chiunque intenda scrivere storie ai confini della realtà.

lunedì 5 novembre 2012

Grazie

Nel complesso il libro è molto interessante e, nel panorama odierno di bio-comics o di docu-comics o di report-comics, è vera letteratura disegnata.

A nome degli autori di Invito al massacro, Jano Malacarne sentitamente ringrazia. 
In un'epoca di giurie distratte, premi di plastica e riconoscimenti su commissione, i complimenti di un Vero Grande del fumetto valgono più di qualsivoglia pubblico encomio.

venerdì 2 novembre 2012

Halloween


Andavo alle elementari e ogni anno per i Morti (la Commemorazione dei Defunti, ovvero il 2 di Novembre) c'era un gruppo di ragazzini nel paese dove sono cresciuto che si mascheravano da straccioni armati di bastoni e ferrivecchi. Passavano casa per casa a chiedere dolci o biscotti altrimenti avrebbero fatto danni. Era una cosa che si faceva da sempre, a detta di molti. E allora Halloween lo si conosceva solo per via dei film e telefilm americani e negli anni perciò mi sono sempre chiesto a cosa risalisse quella strana tradizione.
Di certo nel Meridione d'Italia, sin dal Medioevo, c'era l'usanza da parte dei poveri di chiedere l'elemosina nelle ricorrenza di Ognissanti (il primo di Novembre). Il cibo veniva richiesto in cambio di preghiere per la Commemorazione dei Defunti. I miei nonni invece mi raccontavano per esempio che da bambini per i Morti ricevevano in dono mandorle, fichi secchi e mostarda.

Senza dover per forza di cose scomodare il culto pagano di Pomona e dei Parentalia dell'antica Roma, celebrare Halloween non è in fondo qualcosa di totalmente avulso dalla nostra tradizione. Halloween si sovrappone e si innesta su un sostrato di tradizioni pagane scolorite e mai sopite in quanto declinate dalla cultura religiosa nel tempo sotto altre forme. Tradizioni che prima di essere cristianizzate erano le feste pagane delle civiltà agricole che celebravano la fine della stagione calda e l'approssimarsi dell'inverno associato all'idea della morte. Allora c'era anche la credenza che i Morti, gli spiriti dell'oltretomba, potessero influenzare l'andamento dei futuri raccolti per cui bisognava ingraziarsi il loro benvolere.
Oggi Halloween è per i bambini solo un'occasione di divertimento. E di paura. Ma una paura per gioco. Che finisce. L'orrore è perciò una liberazione, come diceva Lucio Fulci, in cui francamente non c'è nulla di male.

mercoledì 31 ottobre 2012

Lucca Comics 2012

Appuntamento dal 1 al 4 Novembre al Padiglione di Piazza Napoleone a Lucca, dove la Tunué sarà presente come tradizione in prima linea, allo stand E 101-102!
Naturalmente oltre a Invito al massacro, il mio lavoro più recente, il fumetto che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Davide Garota, potrete trovare i miei lavori precendenti, i fumetti Ti sto cercando e Nessun ricordo (illustrati da Luca Patané) e il saggio Leggere Hugo Pratt (approfittate degli sconti fiera!).
Per chi volesse approfondire la sceneggiatura per i fumetti consiglio anche il bel libro intitolato Storytellers. Per quanti invece volessero approfondire la conoscenza di tutti gli autori in catalogo con Tunué consiglio la collana Album di cui ho curato ogni uscita.
Tra l'altro a Lucca sarà presente Davide Garota che per quanti vorranno acquistare una copia di Invito al massacro realizzerà dei disegni dedica.
A prescindere, consiglio a tutti una visita allo stand del Centro Fumetto Andrea Pazienza (Padiglione Napoleone, stand E 125) dove tra le tante belle cose potrete trovare pure l'antologia Futuro Anteriore - Giallo a cui ho contribuito.
No, io non andrò a Lucca quest'anno.
Perché? Ve lo spiegherò un'altra volta.

lunedì 29 ottobre 2012

Disegnare fumetti

Un disegnatore di fumetti deve saper raccontare per immagini. Per come la vedo io, un illustratore che si trova a disegnare una sceneggiatura scritta da un altro autore dovrebbe mantenere un approccio interpretativo da attore.
Si, dovrebbe recitare attraverso il disegno. Interpretare il punto di vista della narrazione.
In fondo la sceneggiatura di un fumetto presenta molti punti in comune con quella cinematografica. E anche con un copione teatrale. I dialoghi dei personaggi. Le loro posture, il modo di muoversi nell'ambiente. L'abbigliamento. Gli oggetti. I gesti. E anche l'ambiente di scena. Gli sfondi. La regia che ha impostato lo sceneggiatore, in definitiva.
Il tutto con essenzialità. Concentrandosi su quei dettagli che dal punto di vista narrativo diventano importanti. Si, un disegnatore per essere un bravo illustratore di fumetti deve sapersi annullare per entrare nel personaggio. Immedesimarsi nel mondo interiore del personaggio e saperne esternare le emozioni attraverso il segno. I sentimenti. 
Quando ciò avviene può venire fuori un ottimo lavoro, una buona sinergia tra sceneggiatore e disegnatore. E il lettore ne trarrà un gran senso di appagamento.
Ad esempio: Hector G. Oesterheld e Francisco Solano Lopez ne L'Eternauta; oppure Carlos Sampayo e José Munoz in Alack Sinner ; e anche Stefano Tamburini e Tanino Liberatore in Ranxerox. e ancora Juan Diaz Canales e Juanjo Guarnido in Blacksad; sempre Hector G. Oesterheld con Alberto Breccia in Mort Cinder; e pure Brian Azzarello e Eduardo Risso con 100 Bullets.

giovedì 25 ottobre 2012

Invito al massacro a Siracusa


Intanto che si avvicina Lucca Comics... prosegue il tour promozionale di Invito al massacro con un altro appuntamento in Sicilia.
La prossima tappa sarà infatti a Siracusa dove sabato 27 incontrerò i lettori, presso la Libreria Biblios Cafè, alle 18.30.
Modererà l'incontro Fausta Di Falco, deus ex machina di Verba Volant Edizioni.
Il posto si trova a Ortigia, l'antico centro storico del capoluogo aretuseo, in via Consiglio Regionale 11.
Per i più temerari sappiate che nascosto tra il pubblico dovrebbe partecipare lo scrittore Angelo Orlando Meloni; che se non avete letto ancora il suo romanzo Io non ci volevo venire qui (Del Vecchio Editore, 2009) non sapete cosa vi siete persi! Pare infatti che il piatto forte della serata sarà un saggio sul metalinguaggio che si sviluppa quando due autori si incontrano. Siete avvisati.

martedì 23 ottobre 2012

Lo zar del crimine

- Ma cosa dici! Tu non capisci niente di queste cose. Lascia perdere.
- Puoi dire quello che vuoi ma io la penserò diversamente. Ad un certo punto da un lato ci sono i buoni, dall'altro i cattivi. Gli oppressi e gli oppressori. Stop. E' stato sempre così. Da un lato c'è lo Stato. Capisci? Lo Stato. Lo Stato siamo noi. Dall'altro loro. La Mafia. L'anti-Stato.
- Sei fuori strada. Proprio ti mancano i fondamentali. Non puoi più pensare che da un lato c'è lo Stato e dall'altro la Mafia. No. Il crimine dove lo mettiamo? Per esempio, Kingpin, lo zar del crimine secondo te è mafioso? E a scuola ve la insegnano ancora la matematica? Bene. Allora mettiamo che ci sono due grandi insiemi. Due cerchi. Li conosci gli insiemi, no? Un insieme rappresenta lo Stato. Oppure i buoni. Facciamo come vuoi tu. L'altro il mondo criminale. I cattivi. Insomma, da un lato abbiamo tipi come Captain America, Thor e Spiderman, dall'altro Kingpin o il Teschio Rosso. Tipacci come Loki. Immagina che questi due insiemi si sovrappongano intersecandosi. Si forma una zona comune. Grigia. Ibrida. Ambigua. Mi stai seguendo?
- E allora?
- Ti faccio un altro esempio. Hai letto Watchmen?
- Si.
- Pensa a Ozymandias. Ecco, quella situazione è come la Mafia.
- ...
- Va bene? Ok. La prossima volta ti spiego cos'è che fa di un illustratore un disegnatore di fumetti. Ciao.
- ....ciao...

sabato 20 ottobre 2012

Orgoglio Nerd

Segnalo una bella recensione di Invito al massacro apparsa sul web magazine Orgoglio Nerd opera di Gabriele Bianchi che ringraziamo per l'originale chiave di lettura con cui ha analizzato il nostro romanzo a fumetti, mettendone alla luce alcuni aspetti fin'ora solo in parte illuminati dalla critica come la miriade di citazioni letterarie, fumettistiche, cinematografiche e musicali disseminate nelle vignette. Potete leggere la recensione cliccando qui.
A proposito di interpretazioni di Invito al massacro, quando ascolto i punti di vista dei relatori e moderatori dei vari incontri coi lettori a cui ho partecipato, mi viene da pensare che durante la stesura di soggetto e sceneggiatura non ero del tutto consapevole di alcuni aspetti di Invito al massacro. Cose che invece i vari interpreti hanno esaltato e posto in evidenza si sono rivelate per me nuove e talvolta sorprendenti. La conclusione è che i lettori inevitabilmente sovrappongono alla lettura le proprie esperienze e sensibilità, la propria cultura rivelando aspetti di cui noi autori non sempre siamo consapevoli.

mercoledì 17 ottobre 2012

L'eco della realtà. L'eco.

Continua il giro promozionale di Invito al massacro, il romanzo a fumetti che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Davide Garota e edito da Tunué.
La prossima tappa sarà ospitata all'interno della rassegna Punto. E a capo. Narrazioni tra memoria, ironia e passione.  presso la Biblioteca Comunale "Concetto Marchesi"  sita in via Giacomo Matteotti 63 a Misterbianco (CT).
L'appuntamento è fissato per Venerdì 19 Ottobre alle 18:30. L'incontro sarà moderato da Giuseppe Condorelli.
Sarà curioso dare un'occhiata al paesaggio circostante. Non sarà difficile scorgere alcuni dettagli che rimandano agli scenari di Invito al massacro.
Il fumetto appunto si svolge sullo sfondo di una Sicilia surreale e grottesca in cui riechieggia l'eco del territorio reale; dato che durante la lavorazione ho fornito a Garota un congruo apparato iconografico di riferimento nonostante la rielaborazione dei vari passaggi non sarà difficile ritrovarne l'atmosfera.

lunedì 15 ottobre 2012

All'ombra dell'omertà

C'è quello che mi è piaciuto di più, per cominciare. Bella storia attraversata da una scrittura eleborata eppure scorrevole. Ricca di approdi. Dettaglio non banale. Il regista anarchico ne ha tratto un brutto film.
Poi quello che sembra un remake de La donna della Domenica ma ambientato a Bologna. Testo corale però con qualche stonatura di troppo. Scrittura pretenziosa. Non proprio memorabile. E con qualche acciacco logico nella struttura che pregiudica di molto l'equilibrio d'insieme. Passabile.
Infine quello più corposo lascia davvero perplessi. Scrittura fuori sincrono. Procede a scatti. Macchinosa. La trama sformata come un paio di scarpe usate di mezza taglia sotto il necessario. La parte iniziale è quella forse più interessante. Ma tutto appare forzato e tirato alla conclusione come un desiderio informe. Slavato.
Direi che i migliori, al momento, restano la raccolta di racconti, scrittura asciutta, concentrata, tono distaccato, personaggi concreti; e quello con la trama che somiglia a quel film ispirato a Delitto e castigo. Scritto davvero con grande perizia.
La storia ambientata nell'isola attende di essere letta, invece. Ma promette bene, nonostante le riserve che le circostanze potrebbero indurre.
L'impressione generale che se ne ricava è questa: non conta tanto la qualità dell'opera. Cioè, a patto di produrre del buon materiale, i buoni contatti e le aderenze sono decisivi. Senza, sei nessuno. Un file tra milioni. Attàccati a 'sta banana...

giovedì 11 ottobre 2012

A day in the life


Ho fatto un sogno. Nella Divina Commedia, da qualche parte, io e Dante arriviamo in una sezione dell'aldilà dell'altro mondo, un pre-inferno, un limbo per artisti, scrittori e filosofi (pagani, naturalmente).Un bel giardino ricco di statue e templi. Un mondo bucolico e armonioso. Un bel posto, aggiungo.
Ad ognuno di loro chiedevo se avessero frequentato accademie, università. Scuole di scrittura creativa. No. Non sappiamo nemmeno cosa sono, rispondevano tutti.



martedì 9 ottobre 2012

Un pensierino

- Hai visto quel fumetto?
- Si.
- Che ne pensi?
- Una storia intimista. L'amore, la bellezza. I buoni sentimenti. Quelle cose lì.
- Incontrerà molti lettori.
- Si capisce. Queste cose piacciono alla gente. Fanno presa sul grande pubblico.
- E' pure disegnato bene. Cioè, non ci sono errori. Ecco. Si vede che le inquadrature sono studiate ben bene. Ma come sceneggiatura mi pare carente lo stesso.
- Si, la storia è debole. Ma cosa vuoi che ti dica? Non è mica come Invito al massacro... l'hai letto, no? Non c'è nemmeno un personaggio bello. Sono tutti brutti. Mostruosi. Vecchi. Deformi. Sporchi. Una storia piena di gente sfigata.
- Vero! Pure cazzi disegnati sui muri e ragazzini che mangiano i gatti... Quell'altro sì che parla di poesia. Di cose importanti per la vita. Non come Invito al massacro... di cosa parla? Un tizio che lava i cessi e che gli alieni usano come cavia... ma pensa te!
- Vabbè. C'è a chi piacciono queste storie. Una volta uscivano personaggi strambi. Tipo Zanardi, Ranxerox.. lo Sconosciuto.., l'hai letto no?
- Hanno fatto la ristampa. No, io oltre Corto Maltese non vado.
- Quello allora lo compri?
- Ci faccio un pensierino.

giovedì 4 ottobre 2012

Come nasce un libro

John W. Godward, 1889, Waiting for an answer
Sarà la coscienza di uno scrittore a determinare la sua opera o le condizioni materiali in cui l'opera si forma a determinarne la coscienza?
Ci ragiono di tanto in tanto intorno alla questione, stimolato dalle cose che ho scritto, da quelle a cui sto lavorando sopratutto, per capire cos'è che spinge un autore verso certe soluzioni narrative e stilistiche anziché altre. A patto di scrivere del buon materiale, c'è sempre un editore da convincere, i lettori che oramai iniziano a conoscerti e dai tuoi lavori si aspettano certe cose. E le aspettative degli addetti ai lavori e tutto il resto che potremo includere nella definizione di "condizioni materiali".
Ebbene, in che misura tutto ciò influisce sulla coscienza di un autore rispetto alle storie che racconta? Io una risposta ancora non saprei darla. Guardando alla mia esperienza non saprei dire con certezza quanto nelle mie storie sia "immediato" e quanto influenzato dalle "condizioni materiali". Eppure, rispetto alle cose a cui sto lavorando, le domande che mi pongo sono sempre le stesse, ovvero: ma è davvero questa la storia che voglio scrivere? Forse dovrei tenere conto di quel che si pubblica, delle aspettative degli editori e dei lettori? Sto facendo la cosa giusta? Alla fine la cosa migliore, forse, è scrivere come viene. Seguendo l'istinto. Ci sarà tempo più avanti per le spiegazioni.

lunedì 1 ottobre 2012

Chi è più forte? Yoda o Dart Fener?

Eccovi il video dell'incontro che si è svolto il 16 Settembre presso la Sala Conferenze del Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania durante l'ultima edizione di Etna Comics. Presente Emanuele Di Giorgi, amministratore della Tunuè e, naturalmente, il sottoscritto con in bella mostra Invito al massacro (ma non solo, a farmi compagnia anche Ti sto cercando e Nessun ricordo).

E in definitiva, chi è più forte, Yoda o Dart Fener? Ma sopratutto chi l'avrebbe vinta tra Thanos e l'Arcano? E tra Hulk e la Cosa?

venerdì 28 settembre 2012

Tutto il resto è noia

Edward Hopper, La collina del faro, 1927
Non amo le storie in cui la sospensione di credulità sia assoluta e totale. Esse mi lasciano indifferente. L'inverosimiglianza senza limiti mi stufa.
Come lettore prima, e come autore poi, sono attratto principalmente dalle storie pregne di crudo realismo o al contrario da quelle storie visionarie che si muovono ai confini della realtà, in quel territorio ambiguo e crepuscolare in cui pochi dettagli, o anche un solo particolare fantastico, riescono a sovvertire e sconvolgere l'intera impalcatura della narrazione spedendo il lettore in una dimensione percettiva ambigua e imprevedibile, metafisica e surreale. E perciò divertente. Nel senso etimologico del termine (dal latino DEVERTERE: volgere altrove, in direzione opposta; far prendere un'altra direzione. In senso figurato distogliere da un percorso già intrapreso). Tutto il resto è noia.

martedì 25 settembre 2012

L'isola dei morti

L'isola dei morti (Arold Böcklin, Firenze, 1880)
In genere ho l'impressione che chi si occupa di comunicazione culturale, nei mass media, gli uffici stampa e comunicazione in particolare, i giornalisti in generale, siano essi nella veste di recensori o cronisti, sia alla ricerca per lo più del libro inteso come fenomeno editoriale.
In genere ho l'impressione che essi siano attratti dalla tematica dal forte impatto mediatico (l'ennesima strage di Stato o l'ennesima biografia di un personaggio famoso morto in circostanze tragiche ed esemplari) o dall'autore-personaggio tipico (es. un transessuale, una pornocasalinga, un ex piazzista di abbonamenti telefonici, un politico, un calciatore, un personaggio televisivo o dello spettacolo) che per la sua eccentricità sia identificabile in maniera forte e immediata.
In genere il valore dell'opera passa in secondo piano. Anzi, in genere esso scompare. Se poi l'autore per disgrazia conduce una vita non troppo complicata, se poi per accidente l'autore si guadagna da vivere con un lavoro ordinario e se, in ultima analisi, la sua opera spicca per il proprio valore intrinseco e per le riflessioni che inpone senza che entrino in gioco perciò tutti quegli aspetti comunicativi di cui sopra, ebbene quell'autore è spacciato. Difficilmente sentirete parlare di lui, in genere. Men che meno delle sue opere. Ho il presentimento che se poi l'autore sia pure una persona colta la cosa non interesserà proprio. In genere per essa è riservato il disprezzo.

giovedì 20 settembre 2012

Invito al massacro ad Agrigento

Dopo il recente passaggio a Etna Comics, dove nella giornata conclusiva ho incontrato i lettori di Invito al massacro assieme alla Tunué, il giro promozionale del romanzo a fumetti, che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Davide Garota, riprenderà con un'altra tappa siciliana.
L'appuntamento sarà per Sabato 22 Settembre alle cinque e mezza (del pomeriggio...) presso la Libreria Capalunga di Agrigento (in Via Atenea 123).
Modererà l'incontro Loris Magro, giornalista ed esperto di fumetti.
Per me sarà la prima volta che parteciperò ad una presentazione editoriale ad Agrigento. Nel territorio agrigentino inoltre sono nati Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. E il solo pensiero del confronto con questi colossi della scrittura mi mette in apprensione, in particolare in questo periodo in cui sono impegnato con la stesura del romanzo. Poiché scrivere in Sicilia non è la stessa cosa che altrove.

lunedì 17 settembre 2012

Batterie macabre dell'immaginario

La stesura del romanzo sta impegnando quasi tutti i miei pensieri e il tempo libero, d'altronde, come detto, ci vuole disciplina altrimenti quando si scrive non si arriva da nessuna parte. La scrittura, a mio modo di vedere, è una corsa a tappe. Tra una ripresa e l'altra bisogna sedimentare. Distaccandosi dal testo si riesce a intuire meglio dove intervenire, cosa sviluppare e cosa tagliare alla ripresa dei lavori.
Nel frattempo, in attesa che la scrittura maturi, si possono leggere buoni fumetti per ricaricare le batterie dell'immaginario, si da il caso che ne abbia sempre qualcuno da smaltire dalla pila di letture arretrate...


Ho cominciato con Hellboy - La sposa dell'Inferno e altre storie, raccolta di racconti da brivido del ragazzo infernale creato da Mike Mignola illustrati da nomi di assoluto valore come Kevin Nowlan, Scott Hampton e lo straordinario Richard Corben. Deliziosi.
A seguire il terzo tomo di Fog, la saga mistery esoterica scritta da Roger Seiter e disegnata da Cyril Bonin. I punti di forza di questo fumetto sono le atmosfere magiche evocate dalle illustrazioni, lo spirito dell'epoca ottocentesca raccontato con pathos e suspence. Accattivante.
Infine ancora una volta la creatura di Mike Mignola con Hellboy - La tempesta e la furia, capitolo cruciale della saga del personaggio illustrato dall'ottimo Duncan Fegredo. Dopo nulla sarà più lo stesso per Hellboy. Imperdibile.
Tre buoni fumetti, tre letture macabre e gustose che consiglio ai cultori del genere (e non solo).

giovedì 13 settembre 2012

Etna Comics 2012

E alla fine è giunta la seconda edizione di Etna Comics. La manifestazione, che come la scorsa volta si terrà presso il Complesso Fieristico Le Ciminiere di Catania, quest'anno si svolgerà nelle giornate dal 14 al 16 Settembre.
Tunué, la casa editrice per cui ho pubblicato i miei principali lavori come saggista, soggettista e sceneggiatore, sarà presente a Etna Comics, in prima linea, come suo consueto stile con tutte le ultime novità e naturalmente anche con il catalogo completo.
Per l'occasione il giro promozionale di Invito al massacro tornerà perciò a far tappa a Catania.  
Il sottoscritto sarà presente nella giornata di Domenica 16, a partire dalle 15:30 presso la sala conferenze dove si terrà un incontro col pubblico di Etna Comics assieme allo staff Tunué per presentare Invito al massacro. In seguito potrete incontrarmi ancora presso lo stand della Tunué per saluti e dediche.

lunedì 10 settembre 2012

Disciplina


Come scrivevo la scorsa volta sto lavorando ad un romanzo. Devo dire che rispetto alla stesura di una sceneggiatura ci sono delle affinità e delle differenze.
Bisogna avere un'idea forte di partenza. Un'urgenza espressiva e narrativa che alimenta il motore del racconto. Una struttura di storia. Personaggi articolati. Un mondo da raccontare.
Le differenze sono eminentemente linguistiche. 
Il fumetto è un racconto per immagini in prima battuta e parole in seconda.
In letteratura invece tutto è affidato alla sola parola. Bisogna perciò lavorare molto su esse.
Una cosa però è certa. In ogni caso ci vuole molta disciplina. Altrimenti, e parlo a titolo personale dato che ogni autore ha il proprio metodo di lavoro, si rischia di girare in tondo e non concludere nulla. 
Disciplina. Darsi una precisa organizzazione del lavoro. Disciplina.
E sopratutto nessuno che ti interrompa. Che ti faccia smarrire il filo della concentrazione.
Altrimenti... altrimenti ci arrabbiamo.

venerdì 7 settembre 2012

Novel

L'autunno si avvicina e davvero non ne posso più dell'estate. La stagione più balorda e inutile. Il caldo ti costringe a rallentare i ritmi e a modificare l'organizzazione delle cose. Dormi male. Ti alzi peggio. Un'inferno, insomma.
Nerdelite riparte, intanto, dopo la messe di recensioni per Invito al massacro che sta donandoci molte soddisfazioni sia in termini di critiche che di vendite.
Naturalmente, scrivo. Non sono il tipo da adagiarmi sugli allori.
Ho alcuni soggetti in fase di decantazione. Ogni tanto li riprendo e vedo l'effetto che fa. Quindi li ripongo a riposare. Vedremo. Arriverà presto o tardi il loro momento.
Sto anche lavorando ad un paio di racconti e del resto sono al lavoro su un romanzo - il mio secondo - dato che il manoscritto del primo è in valutazione in giro già da qualche tempo a raccogliere solo amari silenzi e cortesi rifiuti.
Allora ne ho iniziato a scrivere uno nuovo. Su altri presupposti. Prevedo che mi impegnerà a lungo. Vedremo, arriverà presto o tardi anche il suo momento.
A breve invece annuncerò le nuove date del giro promozionale di Invito al massacro che mi vedranno protagonista rispettivamente ad Agrigento e Palermo. Ossequi.

martedì 28 agosto 2012

Invito al massacro su Sololibri

"Quando si arriva all’età di trent’anni e, nonostante l’agognato pezzo di carta in tasca, non si è trovato di meglio come lavoro che pulire il bagno di un autogrill, i conti non tornano".
Inizia così un'altra recensione di Invito al massacro che è stata pubblicata su Sololibri ad opera di Giovanni Basile (che ringraziamo per la puntuale analisi e l'attenta lettura del nostro romanzo a fumetti). Potete leggerla cliccando qui.
Sono davvero lusingato da riscontri di questo tenore. Talvolta su Nerdelite ho parlato di libri, fumetti o film che mi avevano colpito e impressionato per la loro bellezza, il loro valore, anche solo per la loro efficacia estetica-narrativa. E a mio parere quando ci si imbatte in scoperte simili vale la pena diffondere un sano passaparola. E trovarsi dall'altra parte della barricata fa piacere, non lo nego. Un lettore poco tempo fa mi diceva che aveva molto apprezzato Invito al massacro tanto che non sapeva come ricambiare. Risposi che un modo c'era. Sarebbe bastato consigliare il nostro fumetto in lettura a quanti riteneva che poteva piacere. Semplice. In fondo si scrive una storia perché altre persone possano leggerla. Passate parola. ;)

martedì 21 agosto 2012

Invito al massacro su ItalNews

Invito al massacro continua a far parlare (e scrivere) di sé. Stavolta si tratta di una recensione ad opera di Umberto Ruffino (che ringraziamo molto!) apparsa sul magazine on line ItalNews: "Alcuni  fumetti possono essere “catalogati” in maniera semplice basta dargli un’etichetta di genere come ormai si fa con tutto: fumetti horror, fantasy, sci-fi, biografie, addirittura graphic journalism! Poi ci sono volumi che esulano da qualsiasi tipo di catalogazione ed etichettatura come questo libro  intitolato Invito al massacro".
Potete leggere il resto del testo cliccando qui.

venerdì 10 agosto 2012

Invito al massacro secondo Peter Cullen

Fa sempre un certo effetto ascoltare le interpretazioni dei lettori sulle storie che hai scritto, talvolta, anzi, il più delle volte, percepiscono aspetti di cui noi autori in primis non siamo neanche consapevoli. Fa molto piacere, infine, sentir dire che Invito al massacro racconta cose interessanti divertendo allo stesso tempo. E' sempre stato difficile raccontare storie che trattano temi coinvolgenti senza precipitare nella vuota retorica; si pensa, a torto, che le cose importanti debbano per forza essere narrate in maniera patetica. 
Un grazie a Peter Cullen per questo originalissimo e simpatico modo di recensire le proprie letture! 
 

mercoledì 1 agosto 2012

Invito al massacro su Fumo di China

Le cartoline dell'impiccagione sono in vendita a cento euro l'una. L'Olezzo mente all'esercito dei rancorosi. La lealtà non sa cosa sia, caro signor Ministro. Dovremo almeno sputarle in faccia. In segno di rispetto, s'intende.
Arrangiare una partitura così ardita è roba da commissari ciechi. 
Le forze di pace irretite trascorreranno vacanze trafelate mentre noi altri rimarremo consegnati a giornate obsolete. 

Così, avrebbe cantato, Jano Malacarne. Ad ogni buon conto ho una precisa strategia. Lo testimoniano le parole qui ai lati del buon Andrea Antonazzo che su Fumo di China 205, alle pagine 26 e 27, recensisce Invito al massacro, ovvero "uno dei migliori spaccati della società contemporanea che il fumetto italiano abbia saputo offrire negli ultimi anni".




lunedì 30 luglio 2012

Invito al massacro su Mediterraneo Dossier

Con questo caldo non mi riesce di stare molto al computer. In estate in genere mi viene male a stare al pc.
Nel tempo libero - e dato che l'azienda per cui lavoravo ha chiuso i battenti di tempo libero ne ho molto - oltre andare al mare e cercare lavoro leggo un libro dietro l'altro, raccolgo idee e materiali per le mie storie. Scrivo. A penna. Sul mio taccuino. Niente word, quindi.
Si, l'Italia sta andando felicemente allo sfascio immersa fino al collo nella corruzione della classe politica e nella crisi delle finanze pubbliche e dell'economia. Si dice default. Questo è un periodo di grande crisi ma anche di grandi opportunità, pare. Bisogna essere bravi a coglierle, dicono.
D'altronde, come direbbe Jano Malacarne "sono tutti froci col culo degli altri".  Abbiamo avuto troppa pazienza.
Ad ogni modo, sono anche venuto a conoscenza dell'uscita di una nuova recensione di Invito al massacro, apparsa a pagina 93 sul numero 39 della rivista Mediterraneo Dossier (Mediterranea Edizioni), che potete leggere qui accanto. Buona lettura e buone opportunità a tutti.
La fine del mondo, forse, può aspettare.


venerdì 6 luglio 2012

LibriDine, un'intervista al sottoscritto

Leggibile on line l'intervista che Angelo Orlando Meloni ha rivolto al sottoscritto per LibriDine, rubrica letteraria di Siracusa News.
Gli argomenti affrontati vertono intorno alla scrittura per i romanzi a fumetti, dalla sceneggiatura ai modelli letterari e fumettari di riferimento; naturalmente si è parlato di Invito al massacro  e del lavoro di Davide Garota, ma senza trascurare alcuni aspetti legati al genere del graphic novel e alle varie implicazioni che questo tipo di fumetto sta mettendo alla luce nel mondo editoriale italiano.
Chi volesse leggere l'intervista potrà farlo cliccando qui.
Buona lettura!

martedì 3 luglio 2012

Invito al massacro su La Repubblica

Questa recensione di Invito al massacro, il mio ultimo fumetto uscito per Tunué che ho scritto e sceneggiato per i disegni di Davide Garota, è apparsa sulle pagine del quotidiano La Repubblica.



domenica 1 luglio 2012

Spagna - Italia 4-0

Bisogna ammettere che l'Europeo 2012 se l'è giudicato la squadra che nel complesso del torneo ha espresso il miglior calcio. E allo stesso modo riconoscere come l'Italia, vera squadra rivelazione di Euro 2012, si sia fermata solo ad un passo dalla meta per manifesta inferiorità.
La formazione titolare schierata da Prandelli vede Buffon in porta con una linea difensiva composta da Abate, Bonucci, Barzagli e Chiellini. Quest'ultimo preferito in un primo momento al più dinamico Balzaretti che gli subentrerà durante la gara causa infortunio. Il centrocampo con Pirlo vertice basso, affiancato da De Rossi e Marchisio, e Montolivo vertice alto. In avanti Cassano e Balotelli. Appare chiaro da subito che è la nazionale iberica a controllare il gioco. Per quanto gli azzurri si sforzino, non riescono a imbastire trame con continuità, perdendo spesso il controllo della palla e subendo l'asfissiante possesso degli avversari. Insomma, l'Italia non c'è con la testa. E anche le gambe appaiono molli. Il punto di forza della squadra, il gioco collettivo, ovvero la costruzione, l'impostazione delle azioni, stenta a innescarsi e il possesso palla diventa un inutile batti e ribatti abilmente contrastato dagli spagnoli assai più pimpanti e concreti. A parte qualche spunto di Cassano e qualche affondo di Balotelli imbeccato da Montolivo, il primo tempo si chiude con due reti al passivo per l'Italia.
Non è chiaro cosa sia successo negli spogliatoi. Mi aspettavo quantomeno una reazione psicologica. L'Italia ha sempre ben figurato nell'arco del torneo macinando gioco. Pure contro la stessa Spagna durante il primo incontro del girone eliminatorio. Non mi spiego perciò come Prandelli non sia riuscito a scuoterli. I giocatori anzi appaiono ancora più confusi e disorientati. Lascia perplessi anche la gestione dei cambi del commissario tecnico che lascia fuori prima Cassano (l'unico abile a impensierire gli avversari) per Di Natale (che al solito steccherà nei momenti chiave) e poi Montolivo (fin lì molto positivo) per un Thiago Motta alquanto apatico che si infortuna nel volgere di pochi minuti lasciando i compagni in dieci. A quel punto inzia l'assalto alla porta di Buffon che produce altre due reti. E il nulla totale degli azzurri. Un'involuzione totale.
La forma fisica ha lasciato a desiderare. Il timore per gli iberici s'è fatto molto concreto. L'errata gestione della partita da parte dell'allenatore ha completato il quadro, dato che non è riuscito a dare una svolta nè sul piano psicologico nè sul quello del gioco.
Il tutto unito alla manifesta superiorità degli avversari.
Eppure, alla fine dei conti, a parte questa gara, non si può rimproverare nulla a questi ragazzi che assieme al tecnico hanno francamente fatto del loro meglio piazzandosi alle spalle di una nazionale iberica entrata ormai nella leggenda. Ci hanno provato. Vicecampioni d'Europa, questa al momento la dimensione del calcio italiano nel vecchio continente. E scusate se è poco.

giovedì 28 giugno 2012

Italia - Germania 2-1

La vittoria contro la nazionale tedesca di oggi segna l'ennesimo capitolo di una sfida sportiva infinita, che vede ancora gli azzurri prevalere.
Sul piano del gioco l'Italia non delude le attese di una sfida che si annunciava complicata. Prandelli, fedele alla sua idea di calcio, non cambia identità alla squadra e imposta ancora una volta la gara sulla manovra, sulla qualità degli scambi, sull'intensità dei fraseggi e sulla concentrazione pallone su pallone; nonostante si dovesse affrontare la formazione che fino a stasera a Euro 2012 aveva espresso il calcio più solido e produttivo gli azzurri non hanno rinunciato alla propria identità. A giocare secondo le proprie regole. Nessun timore reverenziale. Nessuna rinuncia. Ma lotta all'ultimo pallone.
Buffon in porta stasera ha compiuto più di un intervento importante, vero, nonostante la difesa composta da Chiellini, Bonucci, Barzagli e Balzaretti non abbia concesso grandi margini di manovra agli avversari arginando a dovere gli inserimenti offensivi tedeschi. Il centrocampo, ovvero la sala macchine del gioco di Prandelli, girava a mille. Pirlo è stato a dir poco superlativo nel giostrare la manovra, ben assistito da De Rossi e Marchisio, abili a contrastare e costruire. Perno alto della mediana è stato Montolivo, agile e reattivo, vero regista aggiunto. Qui l'Italia ha vinto la gara, a mio modo di vedere. La Germania si era illusa che marcando Pirlo a uomo il gioco dell'Italia si sarebbe spento: sbagliato! Il segreto degli azzurri è proprio in questo centrocampo composito e assortito dove ogni elemento abbina all'interdizione la costruzione dell'azione offensiva, insomma, ai contrasti seguono le buone giocate di primo tocco per la mezzapunta Cassano, in grande spolvero oggi e tramite per il micidiale Balotelli, autore di una doppietta straordinaria.
Quello che colpisce di questa squadra è la manovra. Il gioco collettivo, tanto che i cambi non mutano volto tattico all'incontro: Thiago Motta si piazza al vertice alto a prendere le botte dai teutonici in sostituzione di un Montolivo affaticato. Idem per Diamanti subentrato al genio barese. Infine Di Natale al posto di Balotelli. Risultato: la Germania esce annichilita dallo scontro, e solo l'imprecisione di Marchisio e Di Natale evita una goleada (anche grazie al generoso rigore concesso ai tedeschi nei minuti di recupero).
Ebbene si, la Germania è uscita dall'Euro. L'Italia vola in finale, domenica sera a Kiev contro i campioni in carica continentali e mondiali della Spagna. Che vinca il migliore.

martedì 26 giugno 2012

Elogio del buio

(il "regalino" che degli amici miei hanno ricevuto l'altra mattina dal loro gatto)
Nelle storie sono i cattivi che rimangono sempre bene impressi. Non c'è molto da spiegare. Sono in genere più interessanti da raccontare. L'arcinemico. Il supercriminale. Lo spietato assassino. Il genio del male. Lo scienziato pazzo.
E le sfumature della cattiveria. Pensiamo al romanzo Cuore di Edmondo De Amicis. Compendio della retorica risorgimentale. Sussidiario dei buoni sentimenti. Un libro inutile, se non fosse per la presenza di Franti. Il torbido, molesto e malvagio Franti.
E che dire dei Promessi sposi di Manzoni? Un romanzo in cui popolani lombardi si esprimono con un'improbabile parlata toscana. E la tiritera della Provvidenza. Meno male che ad un certo punto spunta Egidio. Lo scellerato Egidio. Il sinistro seduttore della Monaca di Monza. 
Non c'è niente da fare. Rimanendo alla materia scolastica non ci resta che citare la Divina Commedia. Dante avrebbe potuto fare a meno di scriverla se non fosse per l'Inferno e i gironi delle anime perdute. Il Conte Ugolino della Gheradesca vale da solo l'intero poema. Per tacere del resto dei dannati. Stavvi Minos, orribilmente e ringhia. Ah! 
Ad un certo punto non se ne può più dei cosidetti "eroi positivi". In narrativa meglio prediligere i personaggi ambigui. In ombra. Tormentati. Indecisi. Ai margini. Maledetti. E assai più reali.
Meglio navigare nel Mar delle blatte. Ascoltare la La caduta della casa degli Usher.
Meglio Lo Sconosciuto. Ranxerox. E Zanardi.
Meglio il buio.


domenica 24 giugno 2012

Italia - Inghilterra 4-2

La lotteria dei rigori stavolta premia l'Italia, ma ciò non deve far pensare che la qualificazione alla semifinale non sia stata conquistata con pieno merito dalla nazionale azzurra. Tutt'altro.
L'Italia convince sia sul piano del gioco che del carattere. Prandelli conferma la formazione uscita vincitrice dallo scontro con l'Irlanda schierando Buffon tra i pali e la linea difensiva composta da Barzagli e Bonucci centrali con ai lati Abate e Balzaretti. Montolivo titolare dal primo minuto a completare il centrocampo formato da Pirlo, De Rossi e Marchisio. In avanti la coppia tutta genio e sregolatezza Cassano-Balotelli. Fischio d'inzio ed ecco che la formazione azzura inizia a imporre il proprio gioco, una prestazione lucida, a tratti brillante, un dominio che caratterizzerà l'intero arco della gara e oltre fino ai supplementari.
La pochezza del gioco dell'Inghilterra lascia davvero basiti. L'Italia non concede agli avversari che rare occasioni in tutto l'arco della partita, di contro gli inglesi si schierano in difesa dal primo all'ultimo minuto dell'incontro rinunciando a giocare a costruire azioni per attendere gli errori avversari e tentare sortite offensive solo di rimessa. Ovvero "catenaccio e contropiede", il cosidetto "calcio all'italiana". Insomma, il vocabolario del calcio andrebbe aggiornato alla luce dell'incontro di stasera.
Una sola parola: indecente. Come l'Inghilterra si sia potuta presentare in tal modo alla fase finale di un Europeo rimane qualcosa di vergognoso a mio modo di pensare: che la formazione che per tradizione nel mondo ha sempre espresso un calcio aggressivo, tenace e offensivo - mai domo - si riduca a speculare solo sugli errori avversari lascia davvero di stucco. Non ci sono scusanti. Possibile che il calcio inglese non riesca a esprimere di meglio? Alla luce di quanto visto, le "dimissioni" di Capello assumono i connotati della beffa.
Ad ogni modo, l'Italia le ha provate tutte per segnare ma i pali (ben due!), talvolta l'imprecisione, altre la coriacea difesa inglese o il destino cinico e baro e tutto il resto hanno reso vano ogni finalizzazione azzurra. Per il resto la prestazione della nazionale è stata molto positiva, sia sul piano della manovra che sulla fase difensiva. Ottimi pure gli inserimenti di Maggio, Nocerino e Diamanti. Tuttavia alla fine dei supplementari il risultato non si schiodava dallo 0 a 0.
Alla fine tutto è bene quel che finisce bene, ma la sensazione della beffa incombente non deve aver lasciato tranquilli nessuno. E così l'avventura continua invece, l'appuntamento sarà per la semifinale di giovedi. Contro gli avversari storici della Germania. E la leggenda continua!

venerdì 22 giugno 2012

Trentasei

Che impressione. Mi sembra ieri che andavo all'asilo. Mi sembra ieri che iniziavo la scuola elementare. L'incubo delle medie. Le superiori. L'università e la laurea. Un dannato master. Lavori precari e malpagati. La crisi. Sembra ieri. Il passato è un dannatissimo ieri.
Mi faccio gli auguri da solo. Buon compleanno numero 36.

mercoledì 20 giugno 2012

Sicilian graphic novel

Dopo il debutto ad Aprile al Napoli Comicon, dopo il lancio a Maggio alla Fiera del Libro di Torino, inizia ufficialmente il tour promozionale in giro per le librerie di Invito al massacro, il romanzo a fumetti che ho scritto e sceneggiato per le illustrazioni di Davide Garota appena pubblicato da Tunué.
La prima tappa sarà - inevitabile - a Catania con l'incontro Sicilian graphic novel!
L'appuntamento sarà per domani 21 Giugno, alle sei del pomeriggio, presso il bistrot della Feltrinelli Libri e Musica di Via Etnea 285 a Catania.
Interverranno in veste di relatori Giuseppe Condorelli, giornalista, e Marco Salanitri dell'Associazione Ossidi di Ferro.
Amici e lettori di Catania e dintorni, non potete assolutamente mancare. Vi aspetto!

lunedì 18 giugno 2012

Italia - Irlanda 2-0

Squadra che vince non si cambia, dice il tradizionale adagio. Perciò squadra che pareggia sì. Questo deve aver pensato Prandelli dopo le prime due partite del girone eliminatorio, che hanno visto gli azzurri impattare per 1-1 prima con i quotati spagnoli e poi con i generosi croati. Col rientro dall'infortunio di Barzagli, posizionato titolare al centro, la difesa si è assestata perciò su una linea a quattro con Chiellini interno e alle fasce le altre due novità: Abate e Balzaretti (molto positivi nell'arco della gara). Il centrocampo vedeva come vertice basso Pirlo - fisicamente in calo - affiancato da De Rossi - grintoso ma impreciso - e da un Marchisio attento e propositivo. Thiago Motta proposto come vertice alto invece affronterà una gara assai dura dovendo scontrarsi in prima linea con le torri dell'Irlanda - lavoro prezioso il suo, fatto sia di interdizione che di proposta, per quanto non sempre lucido e a tratti lento; in attacco Cassano e Di Natale dal primo minuto. Eccezionale il primo (gran gol di testa, il suo), un pò in affanno il secondo ma sempre pericoloso da controllare per la formazione avversaria.
La gara dell'Italia, per buona parte della prima frazione di gioco, si caratterizza per una manovra macchinosa, lenta e priva di costrutto. Nonostante i buoni spunti offerti dalle fasce azzurre, la rocciosa interdizione degli irlandesi toglie spazi alla manovra italiana che soffoca per mancanza di geometrie; la nazionale guidata da Trapattoni, pronta in contropiede a sfruttare gli errori degli azzurri, risulta tuttavia incongrua in attacco; oltretutto l'Italia in fase difensiva si è dimostrata anche oggi all'altezza della situazione ostacolando a dovere le rare sortite offensive degli avversari, quasi mai veramente pericolosi dalle parti di Buffon, e schierati per giunta con un prudentissimo 5-4-1. Come detto, però, la manovra italiana stenta a definirsi in maniera lineare, vuoi per merito della muraglia eretta dagli avversari - tesi ad ogni costo a uscire a testa alta dall'incontro - vuoi per l'indecisione e l'imprecisione del fronte d'attacco italiano che riesce a segnare solo sfuttando un calcio d'angolo.
Nella ripresa si vede una Irlanda più pimpante e propositiva, complice un'Italia guardinga e più arretrata, attenta a proteggere la rete di vantaggio e colpire di rimessa; la buona volontà non basta agli irlandesi per impensierire seriamente gli azzurri che, tuttavia, stentano a sveltire la manovra e proporsi in fase d'attacco. Chiellini si infortuna e subentra Bonucci, quindi nulla di rilevante finchè Prandelli decide di togliere dalla mischia pure Cassano per inserire Diamanti, mossa parsa certo strana ai più, eppure, a guardarne gli effetti, forse non del tutto campata in aria: gli irlandesi devono essere caduti nella trappola spingendo maggiormente sull'acceleratore e aprendo un tanto gli spazi con qualche sbavatura in fase difensiva offrendo così il fianco agli affondi di Diamanti (ottimo il suo contributo) e cedendo all'ingresso di Balotelli infine che, sfruttando ancora un calcio d'angolo, segna con una splendida mezza rovesciata fissando il risultato sul due a zero. A quel punto, bisognava solo attendere il verdetto di Spagna-Croazia.
Sarò sincero, ho sempre pensato che sarebbe finita almeno due a due. Ho qualche capello bianco e so un po' come va il calcio. Eppure mi sono dovuto ricredere, almeno stasera ha vinto lo sport e la Spagna per una rete a zero, consentendo all'Italia come seconda classificata del girone C di accedere ai quarti di finale dove affronterà una tra Francia, Inghilterra e Ucraina.
p.s. naturalmente vedere Balotelli segnare quel gran gol e poi esultare dopo i buuu razzisti al suo ingresso in campo è stato fantastico!

sabato 16 giugno 2012

Ricordando Hugo Pratt

Giusto ieri avrebbe compiuto gli anni. Sarebbero stati ben ottantacinque. Hugo Pratt era nato infatti il 15 Giugno del 1927, "nei pressi della spiaggia del Lido di Ravenna, in una baracca tra Ravenna e Rimini, non proprio sul mare", dove i genitori, Rolando Pratt ed Evelina Genero, erano in villeggiatura.
I Pratt vivevano a Venezia. Hugo trascorse un'infanzia assai vivace nella città lagunare. In famiglia etnie, razze e religioni, credenze e culture si mescolavano in una complessa genealogia. Il padre era cattolico e di origine anglo-normanna. La madre, dedita all'occultismo, era di discendenza ispano-sefardita (cioè dagli ebrei riparati in Spagna dopo la Diaspora). Dal 1937 vissero in Etiopia, allora colonia italiana, dove si trasferirono poichè il padre era un ufficiale dell'Esercito Italiano. L'adolescenza trascorsa in Africa si rivelerà cruciale nella maturazione di Hugo Pratt come uomo e come autore di fumetti. Il padre morirà in un campo di prigionia alleato. Quando nel '43 Hugo tornerà in Italia con la madre dovette imparare a cavarsela da solo. Terminò gli studi superiori in maniera rocambolesca presso un collegio militare. Militò per qualche giorno pure nella Decima MAS (Fucilieri di Marina dell'ex Battaglione San Marco) e quindi nelle Brigate Partigiane dell'Alto Tagliamento fino alla Liberazione. Disegnava sin da bambino e nel '45 iniziò la sua carriera nel mondo dei fumetti fondando con Mario Faustinelli e Alberto Ongaro, Dino Battaglia, Ivo Pavone, Rinaldo D'Ami e Paolo Campani (noti anche come "il gruppo di Venezia") la rivista Asso di Picche Comics. Il resto, come si suol dire, è Storia.

giovedì 14 giugno 2012

Italia - Croazia 1-1

Secondo pareggio consecutivo per la Nazionale italiana a Euro 2012 contro una Croazia volenterosa, compatta e concentrata. Prandelli schiera all'inizio la stessa formazione che aveva arginato la Spagna Campione del Mondo in carica e paradossalmente la formazione italiana contro i croati, più abbordabili degli iberici - sulla carta - stecca clamorosamente.
La gara può essere divisa in due parti; nel primo tempo gli azzurri, seppur in maniera disomogenea, spingono molto più dell'avversario, impegnato a contenere gli spunti di Maggio, Pirlo e Marchisio che riescono in più di un frangente a tessere trame offensive verso la zona presidiata da Cassano. Ma le iniziative vanno a vuoto, oppure si infrangono sulla difesa avversaria e sulle mani del portiere croato - autore di alcuni interventi provvidenziali. C'è voluta una punizione dal limite calciata alla perfezione dal regista azzurro per portare la Nazionale in vantaggio infatti, dopo un predominio territoriale piuttosto sterile (considerata la mole di occasioni sprecate). Se la prima frazione si fosse chiusa sul 2 o 3 a zero non sarebbe stato sorprendente. Nel secondo tempo tuttavia le incertezze emerse a tratti nella prima frazione di gioco si fanno più evidenti, il gioco sfilacciato, le gambe molli e la testa distratta. De Rossi, Chiellini e Bonucci, raramente in difficoltà fin lì, inziano a soffrire l'iniziativa avversaria. La formazione croata si dimostra molto più sul pezzo per spirito di abnegazione, corsa e voglia di giocare a calcio. Il centrocampo soffre. Fatica a contenere e costruire. Thiago Motta è in serata no. Giaccherini, pur volenteroso, non riesce a incidere più di tanto. Balotelli spento e indolente. Come non avesse nulla da dimostrare. Niente da guadagnare. A quel punto il Ct inserisce Montolivo: scelta azzeccata, il centrocampo ritrova maggiore unità, ma le fasce continuano a soffrire gli attacchi della Croazia che al momento giusto affondano e colpiscono pareggiando la gara meritatamente. Nulla hanno potuto gli inserimenti di Di Natale prima e Giovinco poi. Abulico era il gioco e tale è rimasto. Alla fine il risultato è giusto, specchio di una gara dai due volti. Ma l'impressione che rimane è questa: la squadra pecca in alcuni elementi per sufficienza e mancanza di mordente. Al netto dei limiti di esperienza, c'è anche una sterilità offensiva che non fa ben sperare per la gara da ultima spiaggia da giocarsi contro gli irlandesi (che stasera sono stati surclassati dalla Spagna per quattro reti a zero ed eliminati dal torneo). Si, perchè nel calcio vinci solo se segni almeno una rete in più del tuo avversario. Semplice ed elementare, forse, ma non per gli azzurri evidentemente.

martedì 12 giugno 2012

Salto d'ottava

Da diverso tempo cerco di orientare le mie letture verso opere di scrittori vicini alla mia generazione. Sono esponente di quella categoria che le statistiche chiamano "lettore forte" e negli anni ho affrontato letture molto diverse, dai classici tradizionali ai cosidetti classici contemporanei italiani e stranieri, tuttavia negli ultimi anni ho cercato di leggere romanzi di autori italiani affini non solo ai miei gusti estetici ma anche vicini più o meno alla mia carta d'identità. Trovando spesso in loro qualcosa in più e meglio rispetto agli altri: un elemento che potrei definire come "risonanza".
L'ultimo in ordine di tempo che ho incontrato è stato Antonio Paolacci. Avevo preso il suo Salto d'ottava (Perdisa Editore, 2010), sarò sincero, attirato dalla gagliarda copertina di Onofrio Catacchio, dalla trama. E dall'incipit. Inevitabilmente, ogni libro che prendo finisce nella pila delle letture, ovvero il dominio del caso e dove lo status quo è infranto in ogni momento e in ogni dove. In pratica le letture non rispondono ad alcun criterio cronologico ma bensì a qualcosa di irrazionale.  
Salto d'ottava l'ho letto tutto d'un fiato, roba assai rara. Mi ha colpito la qualità della scrittura di Antonio Paolacci; precisa, misurata, asciutta senza essere arida, carica di pathos, perciò molto tesa, concentrata, senza scadere nel patetico. Esatta nel rendere una storia intensa e che si regge su equilibri assai esili, in fondo. Gran bel romanzo. Pregevole anche la cura con cui è realizzato l'oggetto-libro. Insomma, la piccola editoria indipendente si rivela vincente e per questo merita senz'altro la nostra attenzione dato che spesso gli autori emergenti hanno scarsa considerazione poichè si tende a ritenere che solo i grandi marchi producano buoni libri e autori di pregio.

domenica 10 giugno 2012

Spagna - Italia 1-1

Una partita che alla vigilia non riuscivo a decifrare. Da un lato l'Italia mancava di alcune pedine decisive nella fase di qualificazione, rendendo necessario spostare il raggio d'azione di De Rossi dal centrocampo alla difesa e schierare dal primo minuto Balotelli e Cassano in avanti; dall'altro la Spagna col suo gioco mutevole e dinamico risulta sempre imprevedibile da prevedere. Emblematica, in questo senso, l'assenza di punte di ruolo nella formazione titolare delle "furie rosse". Da queste premesse, è venuta fuori una partita giocata su entrambi i fronti con intensità e determinazione; per quasi tutte le fasi della gara la Spagna ha cercato di sfruttare il possesso della sfera ma senza riuscire a farlo in maniera costante, venendo meno quindi quel ritmo asfissiante che caratterizza il gioco della nazionale iberica e che spesso ha determinato affondi offensivi letali per gli avversari. Fabregas, Silva e Iniesta sono stati arginati, l'interdizione degli azzurri ha funzionato discretamente e il lavoro di Pirlo, Thiago Motta e Marchisio ha mostrato pure alcuni spunti offensivi, seppure non sempre limpidi. Di contro gli affondi della Spagna si sono rivelati incisivi ma non sempre brillanti; la difesa azzurra ha retto a sufficienza, soffrendo solo in poche occasioni, tra cui quella della rete avversaria. Il trio Bonucci-De Rossi-Chiellini ha superato discretamente la prova con una menzione speciale per il centrale - probabilmente il migliore in campo. Buffon ha svolto il compito senza grosse sbavature, ben supportato dalla difesa e graziato anche dall'imprecisione di Torres. Discreti gli affondi di Maggio, sufficiente l'apporto di Giaccherini. Cassano mostra molta verve ma anche una forma approssimativa. Balotelli poteva fare la differenza ma s'è fatto prendere dal panico. Entrambi da rivedere. La formazione evidenzia ampi margini di miglioramento, sopratutto in fase offensiva dove anche Di Natale e Giovinco hanno mostrato buoni spunti. Risultato finale in linea con i valori espressi in campo dalle squadre. Partita onesta per l'Italia che, di fronte ai temuti Campioni del Mondo in carica, non ha sfigurato, ma per procedere nel torneo bisognerà fare qualcosa di più e di meglio. Risultato comunque incoraggiante. La prossima gara sarà contro la Croazia (che ha sconfitto l'Irlanda per tre reti a una).

giovedì 7 giugno 2012

Ray Bradbury

(Ray Bradbury 1920 - 2012)
Offri al popolo gare che si possano vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell'Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l'anno passato. Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d'essere veramente bene informati. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami fatti ch'è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.
(tratto da Fahrenheit 451).

lunedì 4 giugno 2012

Ascendenze

Mentre raccolgo le impressioni dei primi lettori di Invito al massacro di tanto in tanto sento rivolgermi delle domande sui "modelli" a cui mi ispirerei per la scrittura dei fumetti; ci penso e in prima battuta non mi viene nessun nome in particolare. Leggo tanti fumetti. Poi arriva l'illuminazione.
I miei rifermimenti principali nella sceneggiatura probabilmente in questa fase sono Hector G. Oesterheld e Carlos Sampayo. Ma gli interlocutori fanno sempre delle facce strane. Poi parlo dell'Eternauta e di Alack Sinner e magari qualcuno fa "ah, ora ho capito" ( a testimonianza che i personaggi o le opere sono spesso più conosciute degli autori...), "si, ma sono argentini. E tra gli italiani?" E lì non mi viene nessun nome in particolare. Si, certo, Tiziano Sclavi ha rappresentato un modello di scrittura per i fumetti fresco, efficace, universale. Forte. Ma quando scrivi e sceneggi un romanzo a fumetti non puoi tenere come riferimento la sceneggiatura di impianto bonelliano (lì i tempi hanno un andamento particolare, c'è la questione del personaggio fisso, degli episodi precedenti... è tutta un altro linguaggio, insomma) per quanto il creatore di Dylan Dog resterà un modello da tenere bene a mente per la scrittura dei fumetti in generale. Poi c'è Stefano Tamburini: le storie del suo Ranxerox sono un mondo inarrivabile. A quel punto mi viene chiesto: ma tu, allora, dei fumetti che leggi, quali sceneggiatori preferisci? Certo, mi hanno colpito i lavori di Gianfranco Manfredi e Giancarlo Berardi. Carlo Chendi. Carlos Trillo e Antonio Segura. Alejandro Jodorowski e Juan Diaz Canales. Brian Azzarello. Peter Milligan e Alan Moore. Grant Morrison.
E poi, a pensarci bene, le mie ascendenze più sentite e i miei riferimenti più forti probabilmente vanno in direzione della letteratura. Ma di questo scriverò un'altra volta. Forse.

mercoledì 30 maggio 2012

Prima o poi

Segnalo con grande piacere un post di Luigi Bicco dedicato al nostro Invito al massacro: per chi opera nell'ambito editoriale Bicco non necessita di presentazioni, basterà qui ricordare tra le sue tante collaborazioni per esempio quelle come illustratore per Minimum Fax.
Luigi Bicco ha seguito la gestazione di Invito al massacro attraverso Nerdelite e Graphodrome (il blog di Davide Garota) e anche per questo motivo, credo, ha inquadrato subito bene la faccenda.
Ad esser sincero temevo il suo giudizio, seguo il suo blog da tempo e nei suoi post centra sempre il punto degli argomenti, insomma è un tipo competente e che non lesina critiche, proprio per questo motivo la sua segnalazione mi fa molto piacere, da un lato perchè sincera, dall'altro perchè se Invito al massacro ha convito lui è la conferma che siamo sulla strada giusta e che abbiamo realizzato un buon libro. I libri per gli autori sono un po' come dei figli, penso. Ci si preoccupa per la loro sorte, e ci si augura il meglio per il loro avvenire. Ma in definitiva ogni cosa è affidata al giudizio dei lettori. Noi abbiamo cercato di fare del nostro meglio. E siamo molto contenti per queste prime reazioni positive alla lettura di Invito al massacro. (in alto a sx, disegno della copertina prima della colorazione).